sabato 12 novembre 2011

L'AQUILA: MOLINARI, "IL NUOVO SINDACO DOVRA' ESSERE UN BUON CRISTIANO"

"Signore, non ci interessa che il sindaco sia un cristiano di centro, di destra o di sinistra. E neppure che sia un democristiano. Basta che sia un buon cristiano". E' con una preghiera per il prossimo sindaco della citta' dell'Aquila che interviene l'arcivescovo metropolita monsignor Giuseppe Molinari sul nuovo numero del quindicinale della Curia aquilana "Vola". Rivolgendosi al Signore, il pastore aquilano descrive la figura ideale del sindaco di cui avrebbe bisogno L'Aquila dopo le amministrative del 2012. Nel suo intervento monsignor Molinari parla della dignita' dell'esser sindaco e la profondita' della missione politica poiche' "fare il sindaco - sottolinea - non e' una cosa ordinata dal medico. E' la vocazione di chi si sente chiamato a fare il bene della sua citta' e dei suoi abitanti. Fare politica e' una missione importantissima perche' la politica e' la forma piu' alta, ampia, moderna ed efficace della carità". Cio' che Molinari auspica per la citta' e' l'elezione di un sindaco veramente umile e capace di dialogare: "Signore donaci un sindaco umile, che riconosce i suoi limiti e sa chiedere la collaborazione di tutti. Donaci un sindaco che sa dialogare e confrontarsi con tutti ma che, alla fine, sa decidere per il bene di tutti".

Il sindaco futuro non dovra' pensare al consenso facile, ad andare in tv o a rilasciare interviste, ma soprattutto al fatto che "tutti, pur non vedendolo, sperimentino che e' sempre presente. Presente non con le chiacchiere, ma con i fatti". L'attenzione ai cittadini, sempre per Molinari, dovra' essere una dote fondamentale del prossimo primo cittadino perche' "al centro della politica e degli impegni amministrativi ci sono le persone, le famiglie, i lavoratori, gli imprenditori e tutti i cittadini". In particolar modo, il nuovo sindaco dovra' avere come punto di riferimento "i valori della vita, della liberta', della famiglia, della giustizia, dell'attenzione ai piccoli e ai poveri". La citta' in futuro avra' bisogno di un sindaco forte, che "non si pieghi alla sfiducia e allo scoramento" e "non pronunci mai parole di disperazione, ma che semini sempre tanta speranza". Nella sua preghiera, l'arcivescovo desidera un'amministrazione aperta e collaborativa con le altre istituzioni perché "nessun Comune puo' fare da solo. Ma deve saper trovare sempre il giusto raccordo con le altre realtà".

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