giovedì 10 novembre 2011

Ospedale Lanciano: botta e risposta tra D'Ortona e Valente

Il gruppo del Pdl al Consiglio comunale di Lanciano replica a quanto sostenuto dal vicesindaco Pino Valente sul nuovo ospedale: “Non vogliamo entrare in polemica con l’amministrazione comunale – premette il capogruppo Manlio D’Ortona – e soprattutto non vogliamo prestare il fianco a strumentalizzazioni di carattere esclusivamente politico, ma siamo costretti a rispondere a quanto affermato da Valente, che in ampia parte corrisponde a cose non vere. Innanzitutto, al contrario di quanto affermato da Valente non ci siamo mai opposti all’ipotesi Villa Martelli (come anche a quella della realizzazione sul sito dell’attuale Renzetti) e anzi abbiamo accolto positivamente quest’opzione. Piuttosto abbiamo cercato di invitare la maggioranza a valutare le possibilità di realizzare concretamente l’ospedale prevedendo anche altri siti. La posizione espressa è e rimane quella indicata nel Consiglio comunale straordinario sull’ospedale da tutta l’opposizione”. Altra precisazione è quella relativa a un’eventuale delocalizzazione verso il Sangro: “Non si capisce da dove vengano fuori i dati diffusi da Valente in conferenza stampa sul bacino di utenza nelle due ipotesi: 91mila cittadini nel caso di Villa Martelli, 47mila nel caso del Sangro. Perché nell’ipotesi Sangro non sono considerati i cittadini di Lanciano (36mila persone)? Dove andrebbero a curarsi? E perché, al contrario, nell’ipotesi Villa Martelli sono considerati bacino d’utenza anche i 23.900 cittadini di Ortona?”.

Non si è fatta attendere la replica del vicesindaco: "D’Ortona è all’opposizione e non se n’è ancora accorto: i suoi suggerimenti sono superflui. L’amministrazione ha già scelto. Il treno del confronto è già passato quando l’opposizione non ha condiviso il documento unitario proposto nel consiglio comunale straordinario sulla sanità". Valente accusa il capogruppo Pdl Manlio D’Ortona di "essersi distratto durante l’assise civica: i suoi referenti politici avevano spiegato che al Comune spetta scegliere l’ubicazione dell’ospedale, alla Regione e alla Asl le modalità. Chiedere all’amministrazione di verificare fattibilità tecnica e finanziaria dei siti vuol dire avere le idee confuse. L’ubicazione è stata scelta: tocca agli altri Enti fare la propria parte, senza più alibi. Spostandosi verso il Sangro si avvantaggerebbero i 47.000 abitanti del Sangro Aventino, penalizzando i 91.000 abitanti del comprensorio frentano. Viceversa nel caso contrario. Nel conteggio abbiamo inserito anche gli abitanti di Ortona perché l’ospedale di Lanciano deve avere una vocazione comprensoriale. La nostra città non è un quartiere della Val di Sangro". In conclusione, Valente invita D’Ortona a “pensare meno agli interessi di partito e a lavorare insieme per evitare il processo di marginalizzazione di Lanciano ad opera del governo regionale”.

0 commenti: