lunedì 30 gennaio 2012

Sevel, riaperti i cancelli: Fiat vuole recuperare il tempo perso ma Fim-Cisl chiede la cassa integrazione

Sono stati riaperti questa mattina i cancelli nello stabilimento Sevel di Atessa, dove la produzione dei furgoni Fiat Ducato (e degli omologhi a marchio Peugeot e Citroen) era stata bloccata una settimana fa a causa della protesta degli autotrasportatori. I 12 turni “saltati” a causa dello sciopero dei tir saranno recuperati, come previsto, dal nuovo contratto di categoria. Lo stop alle linee di montaggio ha causato la mancata produzione di circa 4mila mezzi. La Fiat ha "tutta l'intenzione" di recuperare entro i prossimi 6 mesi la mancata produzione. E il recupero, secondo fonti interne all'azienda, sarà effettuato "collettivamente in regime di lavoro ordinario": lo prevede l'articolo 3 del nuovo contratto entrato in vigore in tutti gli stabilimenti del Lingotto in Italia il 1° gennaio 2012 che disciplina i "recuperi produttivi per le perdite di produzione non effettuata per causa di forza maggiore o in seguito di interruzione delle forniture".

Stabilite anche le modalità con le quali sarà effettuato il recupero: "Nella mezz'ora di intervallo tra i turni, nel 18esimo turno, nei giorni di riposo individuale, per un'ora al giorno, nelle giornate di sabato e in altri turni aggiuntivi, previo esame con la rappresentanza sindacale aziendale per trovare soluzioni alternative di pari efficacia". Ma la Fim-Cisl non ci sta e annuncia che chiederà la cassa integrazione straordinaria: "In 30 anni - ha dichiarato il segretario provinciale di Chieti, Domenico Bologna - non è stato mai fatto un recupero produttivo, e l'articolo che lo prevede c'era anche prima del nuovo contratto Fiat. Chiederemo alla Sevel di applicare la cassa integrazione straordinaria per i 4 giorni di blocco della produzione che sono stati dovuti a un evento eccezionale quale è lo sciopero dei Tir". Bologna parla senza mezzi termini di "una stupidaggine", in quanto "in 30 anni non è stato mai fatto un recupero produttivo alla Sevel. Dovremo discuterne con l'azienda in base ai volumi e agli obiettivi di produzione, ma troveremo una soluzione alternativa al recupero".

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