sabato 28 gennaio 2012

Sulmona-Carpinone, l’Alto Sangro resta isolato e Amicone si rivolge alla Regione

Non si placa la protesta per l’assurda chiusura della tratta ferroviaria Sulmona–Carpinone. Nella strana logica di eseguire prima i lavori per la velocizzazione della linea (con ingenti somme di denaro sperperate) per poi portarla definitivamente alla chiusura, in quanto considerata un ramo secco, le Ferrovie dello Stato di fatto archiviano il tanto acclamato progetto di unire la tratta della Sangritana (Lanciano–Castel di Sangro) per il collegamento superveloce con l’Adriatico.

Non solo: con la mossa di Trenitalia, si chiude all’incremento del turismo invernale dell’Alto Sangro e degli altopiani maggiori d’Abruzzo, unica fonte di sopravvivenza per l’economia locale. Il vicesindaco di Roccaraso, Alessandro Amicone, lancia un appello: «Chiediamo alla Regione Abruzzo di sostenerci nel dialogo con Trenitalia affinché possano essere istituti adeguati collegamenti ferroviari da Pescara a Roccaraso, soprattutto in chiave turistica. Siamo convinti - aggiunge il vicesindaco - che i flussi turistici debbano essere incentivati anche all’interno della stessa Regione Abruzzo. In un momento di crisi non si può accettare una politica della mobilità che penalizza il nostro territorio, ma occorre trovare tutti gli strumenti per far ripartire il volano dell’economia». Sono tante, dunque, le opportunità che sono state stoppate; non ultima, aggiunge Amicone, «il fatto che il collegamento possa concretamente favorire il mercato turistico anche verso la Croazia».

Fabrizio Fusco

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