venerdì 3 febbraio 2012

Uilm-Uil: “In provincia di Chieti licenziati 11.189 lavoratori in quattro anni”

11.189 lavoratori licenziati, in provincia di Chieti, in quattro anni di crisi (dal 2008 al 2011). Sono questi i dati allarmanti che confermano gli effetti devastanti della crisi iniziata nel 2008, che ha toccato pesantemente tutte le attività economiche e produttive della provincia Chieti. Ne dà notizia il segretario provinciale della Uilm Uil di Chieti, Nicola Manzi. I licenziamenti sono avvenuti in tutti i settori produttivi della provincia, e i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità (Legge 223/91 e L. 236/1993) sono stati 2.030 nel 2008, 3.024 nel 2009, 3.206 nel 2010 e 2.929 nel 2011.

«Il 2012 - dice Manzi - rischia di essere l’anno peggiore, e i segnali ci sono tutti. Con il perdurare della crisi tante aziende metal meccaniche sono “in coma economico e produttivo” a causa della rigidità d’accesso al credito imposto dalle banche e dalla riduzione costante della produzione. Con la crisi le aziende continuano a tagliare i costi fissi licenziando i dipendenti e distruggendo il patrimonio professionale della provincia di Chieti. Dai primi giorni di gennaio 2012 nel settore metalmeccanico abbiamo ricevuto richieste di cassa integrazione e procedure di mobilità, in particolare da aziende dell’indotto Honda sulle quali resta alta la nostra attenzione. Questa insicurezza occupazionale crea un notevole disagio sociale; pertanto bisogna fermare i licenziamenti utilizzando tutti i possibili strumenti alternativi». Intanto il delegato provinciale della Fiom Cgil, Davide Labbrozzi, ha proposto alle istituzioni l'apertura di un tavolo di crisi. La crisi che ha colpito l'industria in provincia di Chieti durante il 2011, infatti, ha reso necessario il ricorso a oltre 5 milioni di ore di cassa integrazione. In particolare, la cassa integrazione ordinaria ha toccato quota 2.041.462 ore, la straordinaria 2.110.948 ore e la cassa in deroga, per industria e artigianato, 1.700.000 ore.

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