mercoledì 1 febbraio 2012

Lanciano, concluso il corso di formazione per assistenti famigliari

Si è concluso ieri il corso di formazione per assistenti famigliari promosso dal Comune di Lanciano e organizzato dall’Enfap. Sono state in tutto 29 le domande pervenute. L’assessore Dora Bendotti sottolinea, come dato rilevante, “la presenza di un consistente numero di domande da parte di cittadini italiani”: ben 18 su 29. Scende, però, l’età media tra gli iscritti italiani rispetto a quelli stranieri: 35 anni, quella degli italiani, contro i 42 anni degli stranieri (che in tutto hanno annoverato 9 corsisti). In rapporto al precedente corso per assistente famigliare, svoltosi nel 2010, viene poi evidenziata la presenza di candidati maschi (2): “Un aspetto di cambiamento nel campo dell’assistenza”, secondo Bendotti. Il territorio ha ben recepito questa iniziativa: per quanto riguarda, infatti, il Comune di residenza degli iscritti, si registra una sostanziale parità tra Lanciano e i centri limitrofi. La media anagrafica dei corsisti si aggira intorno ai 38 anni. Tuttavia, la partecipazione al corso ha interessato una fascia d’età molto giovane, dal momento che 9 iscritti su 29 sono di età inferiore ai 30 anni.

Tutti i candidati sono stati sottoposti a un test d’ingresso, e gli stranieri sono stati invitati a compilare un test per valutare la conoscenza della lingua italiana. La classe definiva è stata composta da 20 partecipanti, tra cui 8 diplomati e 9 in possesso della licenza media. Gli allievi hanno concordato che la fascia oraria pomeridiana (15-19 con possibilità di flessibilità) fosse la più consona per svolgere le attività formative. Alla teoria è seguita la pratica, con uno stage/tirocinio realizzato presso strutture operanti sul territorio: RSA e cooperative che svolgono servizi domiciliari con un impegno di 60 ore totali da svolgere secondo le esigenze delle aziende e degli aspiranti assistenti famigliari. Alla fine delle lezioni, gli allievi hanno espresso un giudizio molto positivo sul corso sia per quanto riguarda le materie sia per i docenti. Ora la maggior parte di loro si iscriverà al registro comunale degli assistenti famigliari, che verrà messo a disposizione delle famiglie che hanno necessità di avere una badante per assistere privatamente i propri cari. Il progetto, conclude Bendotti, mira a far sì che si acquisisca “la consapevolezza che il lavoro di cura è un vero e proprio lavoro, da svolgersi con determinate competenze, e che deve essere quindi remunerato rispettando i diritti del lavoratore, favorendo l’emersione del lavoro nero”.

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