sabato 16 giugno 2012

Cna, lettera ai sindaci sulle aliquote Imu

“Come forza associativa fortemente rappresentativa del mondo delle piccole imprese abruzzesi – un comparto della nostra economia particolarmente segnato dalla grave crisi economica che il Paese e la nostra regione stanno vivendo – riteniamo necessario uno sforzo delle amministrazioni locali per contenere nel massimo limite possibile le aliquote dell'Imu, la nuova tassa che grava sia sulle abitazioni dei privati cittadini che sui fabbricati destinati all'attività d'impresa”. Inizia così una lettera che la Cna ha inviato a tutti i sindaci abruzzesi sull’Imu. “L'ulteriore stangata – si legge – che deriverebbe per le esauste casse delle piccole imprese (ma il riferimento è evidente anche per i bilanci delle famiglie) da una applicazione delle aliquote più alte, potrebbe avere conseguenze disastrose sulla stessa sopravvivenza di tante piccole aziende che nella realtà abruzzese sono già fortemente gravate, rispetto ai concorrenti di altri territori, da una tassazione extra su Irap e Irpef derivante dal debito accumulato dal sistema sanitario. Piccole imprese che, anche nel territorio che Ella amministra, assicurano ricchezza, benessere e occupazione. Conosciamo le difficoltà in cui si dibattono le finanze dei Comuni, anche a causa delle riduzione dei trasferimenti operati dallo Stato. La loro difficoltà a garantire l'erogazione di servizi, spesso essenziali ai cittadini. Ma, ciononostante, e anche in forza delle posizioni espresse nazionalmente dall'Anci, di contrarietà alla nuova tassa, per il modo in cui è stata concepita, e cioè trasformando di fatto le amministrazioni locali in esattori dello Stato, insistiamo nel chiedere una attenzione particolare per il mondo delle imprese. Entro il 18 giugno le imprese e i cittadini devono pagare la prima rata fissata per l'acconto dell'Imu, sulla base di una aliquota del 7,6 per mille. Ma sappiamo anche che, entro il prossimo mese di settembre, le amministrazioni locali saranno chiamate a fissare le aliquote definitive applicate all'imposta sugli immobili. E sappiamo pure che è nelle loro facoltà poter agire per una loro riduzione anche in misura consistente, che noi proponiamo di attestare intorno al 4,60 per mille, almeno per quest'anno. Richiesta – ovvero l'applicazione dell'aliquota più bassa possibile – che chiediamo sia applicata anche per quel che riguarda le abitazioni private”.

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